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Elenco blog personale

Elenco blog personale

giovedì 30 ottobre 2014

Novembre sulla porta


Se guardi nel buio a lungo, c'è sempre qualcosa
William Butler Yeats

Novembre bussa alla porta e nella sua invadenza c'è qualcosa di vagamente oltraggioso. Questo perché so che Ottobre abdicherà al suo successore portandosi via i trucchi primaverili, lasciando inevitabilmente il passo a giorni più monotoni.
Essendoci nato, considero Novembre alla stregua di un parente scomodo. Mi fa visita ogni anno, mi riempie di domande fastidiose e poi se ne va, scordandosi le sue cianfrusaglie nella mia testa. E così mi tocca fare ordine.

Per dispetto aggrapperò le parole a questo paese d'ottobre, che per fortuna segue altre leggi. In certi anche l'illusione può essere una buona conquista.  

lunedì 27 ottobre 2014

Donne e colori (la tinta del dopobarba e cose così)


Da un grande potere derivano grandi responsabilità
Benjamin “Ben” Parker  

Così un giorno ho scoperto che la mia fidanzata non vede i colori come li vedo io. Non è che sia daltonica...ne vede di più!
Casi come questo fanno sorgere legittime preoccupazioni, ma prima di portarla da uno specialista, siccome sono una persona sensata e razionale, ho preferito informarmi da chi di dovere. E chi è più di dovere degli amici con cui ti fai una birra ogni tanto?
Come prevedevo il consesso maschile ha tirato fuori dalla pinta una soluzione di una limpidezza commovente: tutte le donne vedono più colori degli uomini. Punto. Non indugiamo oltre e ordiniamo un altro giro.
Comunque sia la notizia non mi sconvolge, perché dopo aver realizzato che le fanciulle possono in qualche modo accedere alla magia del Flehmen, mischiando odori e sapori come fanno i gatti, sono pronto a prendere atto dell'esistenza di altri superpoteri di esclusivo appannaggio femminile.
Detto questo, a me basta che la dolce metà non si metta a sparare raggi di energia dagli occhi e per il resto sto tranquillo.

Certo, sapere che in giro ci sono cose color gainsboro o denim (quindi, secondo me, della stessa tinta del dopobarba) un po' mi ha cambiato la vita. Però sono sicuro che, perdendomi nel rosa antico del mio salotto, prima o poi ci farò l'abitudine.   

martedì 21 ottobre 2014

Le cose semplici


Ho il culto delle gioie semplici. Esse sono l'ultimo rifugio di uno spirito complesso.
Oscar Wilde

Col giubbotto legato in vita e i passi pieni del mio malinconico buonumore, ho percorso in lungo e in largo la Pavia notturna. Sono passato in mezzo alle stagioni, trovando una serata tiepida e viva da primavera australe. Quasi un inizio estate disegnato a caso, con le foglie morte.
Camminavo lento per rallentare anche il presente. Procedevo lungo gli invisibili sentieri a zig zag che collegano cinema e locali scomparsi con quel nuovo germogliare di studenti sulle scalinate del Duomo.
Tra una parola e l'altra accarezzavo i ciuffi della pashmina, per assicurarmi di essere li, appollaiato sull'attimo, col passato a un capo della sciarpa e il futuro all'altra estremità, in perfetto equilibrio.

Tornando a casa ho pensato che la Vita che voglio non può essere tanto diversa dal prolungamento diffuso di simili momenti.

giovedì 16 ottobre 2014

Vizi capitali e altre creaturine da collezionare


Ci sono vizi di arcangelo caduto e vizi di semplice plebe infernale.
Nicolás Gómez Dávila  

Si parlava di vizi capitali e si sa che, in fin dei conti, sono come le figurine: tutti a fare il punto sulla collezione, su quel che abbiamo e su quel che manca. Se poi ce ne tocca uno dei più ambiti (e sappiamo tutti di quale parlo) non la finiamo più di vantarci al bar. Sono scene che si vedono spesso.
Io oggi ne ho tre, e se avete letto altri post di questo blog ne avrete già indovinato almeno uno. No, non è la ghisa.
I primi due posti del podio sono occupati da peccati non troppo gettonati. È un po' come se avessi scelto Eolo e Gongolo tra i sette nani.
Il terzo, che un tempo mi veniva incollato addosso con gioiosa facilità, l'ho un po' perso per strada. Dispiace dirlo ma è così.
C'è ancora, ma secondo me ha patito la crescita degli altri due. Da figlio unico lo capisco, anch'io ho sempre avuto difficoltà a dividere i miei spazi. Forse avrei dovuto abituarlo per gradi, ma ormai mi sa che è tardi.
Ad ogni modo sono tutti in buona salute e tre su sette mi sembra un bel risultato che denota un discreto impegno e una capacità da allevatore non comune. Poi c'è da dire che potremmo valutarne anche un quarto, ma è ancora al vaglio della giuria. Tra l'altro, per le interpretazioni che ne da Wikipedia, potrebbe balzare anche in vetta alla classifica. Sarebbe un problema perché poi non so se riuscirei a mantenerlo con tutte le cure e le attenzioni necessarie. Ci penserò su e vi farò sapere.

Insomma, è ancora tutto da stabilire ma tranquilli che in un girone o nell'altro ci vediamo senz'altro.

lunedì 13 ottobre 2014

Accidia


La noia è la malattia delle persone felici; i disgraziati non si annoiano, hanno troppo da fare.
Abel Dufresne

All'improvviso arriva un'ondata di noia. Gli occhi pulsano, compressi ai bordi da piccole dita luminose. Lo schermo mi manda sbadigli di luce al neon.
C'è troppo bianco. Bianco sul foglio elettronico, bianco il soffitto quando rovescio la testa indietro, bianco quel cielo umido e soporifero, fuori dalla finestra. Le sfumature del grigio Kodak mi sembrano perfino simpatici diversivi.
Questo senso di stasi non mi appartiene, non lo voglio. Mi servono gli stimoli di una bussola che è li, ferma, avendone validi motivi. Così devo aspettare, e non sono bravo a farlo.

Mi sa che presto reclamerò una flânerie, anche piccola, di mezza giornata. E intanto attendo. Stupida accidia.

venerdì 10 ottobre 2014

Le mie riflessioni sul senso della ghisa


Ama la GHISA più della sua logica, solo allora ne capirai il senso.
Fëdor Dostoevskij (apocrifo)


Oggi vi parlerò della ghisa.
…......................................
(Pausa per creare pathos)
….......................................
Se il protagonista del film Locke può sproloquiare per un'ora e mezzo riguardo la nobile Arte del Calcestruzzo, non vedo niente di male a dedicare un post alla mia nuova lega di ferro-carbonio preferita.
L'ispirazione era letteralmente a portata di mano perché verniciare con lo spray i termosifoni di ghisa è un'altra delle esperienze inedite che il 2014, bontà sua, mi ha riservato. Alla fin fine sembrava peggio prima di iniziare. Forse ho addirittura un dono che non sapevo di avere.
Comunque sia, mentre ero li da solo con il pistolotto del compressore in mano e la mascherina da chirurgo sulla faccia, ho avuto modo di riflettere. Di riflettere sul senso della ghisa, ovviamente.
Ecco 3 cose che ho scoperto:
1- La ghisa è meglio del DAS perché, oltre ai termosifoni, ci costruiscono anche i vigili urbani di Milano (mica come quei pirla dei cinesi che fanno gli eserciti in terracotta!)
2- Se mettete della vernice sintetica sulla ghisa, questa materializzerà immediatamente un omino di 63anni che ve la gratterà via con la spazzola metallica e vi dirà che avete sbagliato. Provate, provate!
3- Contrariamente a quanto vogliono farvi credere, la ghisa è più pesante dell'acqua. Non lavatevi con la ghisa o vi farete male (se non siete abituati).

Sono sempre contento quando imparo delle cose nuove.

giovedì 9 ottobre 2014

Elogio dell'ignoranza (e di Wile E. Coyote)


The Gods are cruel, they tease the fool,
Who lifts the veil.
Paul Roland - Walter The Occultist

Sono sempre stato dalla parte della conoscenza ma sottovalutare il ruolo dell'ignoranza è un errore.
Avrei dovuto capirlo fin dai cartoni della Warner Bros: Wile E. Coyote può correre nel vuoto finché non si accorge di essere sospeso. Quando ne prende coscienza, precipita miseramente nelle gole della Monument Valley.
Nel corso della mia vita ho scoperto una serie di cose che mi danno vantaggi e altre che ho imparato sono decisamente utili. Tuttavia mi resta la sensazione – un'impressione a volte amplificata a dismisura – che spesso il sapere sia uno svantaggio. Forse troppe informazioni riempiono gli spazi fino alla paralisi, mentre l'inconsapevolezza è un benevolo dilatatore di possibilità.

Non lo so e per una volta lascerò che il velo resti abbassato.

martedì 7 ottobre 2014

La meccanica dell'errore


Un uomo che ha commesso un errore e non lo ha riparato,
ha commesso un altro errore
Confucio

Certi errori sono nostri, di certi altri facciamo solo parte. Non so se siano più frequenti i primi o i secondi, ma credo che questi ultimi abbiano inciso maggiormente sulla mia vita. 
Guardo gli sbagli personali dalla giusta distanza e mi sembra che abbiano una loro rispettabilità. A volte è una dignità comica, ma pur sempre decorosa.
La corona di un ingranaggio inceppato manca invece della stessa nobiltà e, se il meccanismo è complesso, per me diventa indistinguibile dalla ruggine che lo ha divorato.
Eppure l'esperienza dovrebbe aiutare a riconoscere le singole ruote, a rivederle integre tra le coltri ossidate. I componenti di un meccanismo guasto possono rivivere in altre posizioni: è la principio del recupero. Un filosofia salutare.

Tanto nello sterminato congegno dei giorni ci capiterà spesso di essere il pignone fuori posto o quello che gira a vuoto nei pressi di una sdentatura. Non possiamo mica buttare tutto ogni volta.  

sabato 4 ottobre 2014

Todo cambia


Ama la vita più della sua logica, solo allora ne capirai il senso. 
Fëdor Dostoevskij

Ci sono anni che sono impulsi per il cambiamento e srotolano la vita verso nuove direzioni.
Somigliano a trottole che ruotano concrete nei miei cieli astratti.
Stagioni come questa sono faticose e necessarie, come quelle salite ripide con cui ci si guadagna il panorama. Quel panorama che dal basso non si può vedere e quindi tocca lavorare di fiato, e lasciare che gambe e polmoni si ricordino il giusto ruolo.
Dunque cammino avanti e tra un passo e l'altro mi fermo ad osservare. Cerco in Ottobre le poesie nascoste del tarassaco e della margherita. Le cerco come i gatti quando guardano l'invisibile dritto in faccia. Il segreto di tutto questo me lo canteranno i gabbiani con il loro alto grido sbilenco. Forse il significato di tutto si nasconde nella forza di quell'urlo fiero.

Un malinconico senso di pace che mi sfiora le palpebre. Stupida folle Vita, riesci sempre a strabiliarmi.

venerdì 3 ottobre 2014

Qualche storia per Ottobre


Leggo per legittima difesa. 
Woody Allen


Certi libri appartengono a un mese preciso. Guai a usurpare questo diritto!
L'Estate Incantata di Ray Bradbury (il mio preferito) è indubbiamente di Giugno, così come le Storie di fantasmi per il dopocena di J. K. Jerome andrebbero lasciate a Dicembre.
Nella biblioteca di Ottobre ci stanno bene quelle pagine caliginose che fanno pendant con l'atmosfera dei suoi giorni.
Quest'anno ho già due candidati. Uno è Cose Fragili di Neil Gaiman, finalmente apprezzabile in edizione italiana (dopo essere uscito da eoni in lingua albionica), e le Fiabe Irlandesi di William Butler Yeats.
Sul primo c'è poco da dire. La mia infatuazione per quel che scrive il papà di Sandman è nota a tutte le latitudini. Non fosse così, il suo nome spiccherebbe in lettere d'argento sulla similpelle nera della mia tesi? Credo proprio di no.
Con Willy B.Yeats ho invece un rapporto più controverso, simile a quello che ho con Bradbury. Non è che mi piaccia tutto quello che ha scritto ma se qualcosa mi piace sarò disposto a sfidare a duello chiunque voglia denigrare l'oggetto della mia ammirazione.
Ogni tanto l'irlandese finisce sperduto in qualche archivio mentali, dalle parti degli schedari liceal-universitari che contengono soprattutto le sue poesie. Poi, per fortuna, arriva un Branduardi a caso e mi rammenta la sua esistenza, che di botto diventa impossibile ignorare. 
Per il momento però comincio con le Cose Fragili. Almeno so già come maneggiarle.

mercoledì 1 ottobre 2014

Nel mio giardino c'è un Sonic beige


A volte Madre Natura decide di lanciare una palla ad effetto. 
Charles Bronson

L'imminente trasferimento in una zona ad alta concentrazione naturale mi ha messo di fronte a una serie di esperienze nuove.
La settimana scorsa, per dire, ho rastrellato un riccio. Va specificato che non l'ho fatto di proposito - non ho l'hobby di infliggere sofferenze alle creature avvalendomi di strumenti rurali - ma che si è trattato di un banale incidente. È successo mentre sgombravo, con la solita riluttanza, un bugigattolo, per trasformarlo in legnaia. Il cuginetto beige di Sonic era già in fase letargo e la pettinata lo ha svegliato in modo brusco.
Vi tranquillizzerò dicendo che è rimasto del tutto illeso dal che deduco che:

A- i ricci sono invulnerabili (almeno quando dormono)
B- l'acuminato Dio dei Ricci è incredibilmente efficiente
C- i denti del rastrello hanno abbrancato solo le foglie.

Scegliete voi, a me piace la prima.

La bestiolina, comunque, non si è formalizzata più di tanto. Si è limitata a guardarmi con aria assonnata e ha ficcato subito il muso sotto i rimasugli di frasche che erano rimasti in un angolo.
Siccome per me l'ospitalità è sacra, ho deciso di proporgli una soluzione alternativa: ampio monolocale sottosiepe con vista sul prato. Sembrava soddisfatto ma per i feedback toccherà aspettare la prossima primavera.

Se poi mi boccia su TripAdvisor faccio sempre in tempo a cucinarlo farlo cucinare in pastella come un MarsFritto. Sicuramente è anche più salutare.