Il futuro ci tormenta, il passato ci
trattiene, ecco perché il presente ci sfugge.
Gustave Flaubert
Per quel che ne so non ho scelto
razionalmente di andare a correre. È stata una primavera sbagliata a
impormelo, col suo sole dalla chioma bionda che sfidava
sfacciatamente il calendario.
Seduto sul marciapiede in calzoncini
corti e maglietta, le dita che litigavano con le stringhe delle
scarpe, era tangibile il ricordo delle estati passate.
Poi quell'adolescenza bugiarda è
scivolata via e le mie gambe, sempre più veloci, mi hanno portato
sull'argine.
La luce bassa arrivava da occidente e
seminava i campi di rame e oro. Ho respirato bellezza e i miei sensi
intorpiditi hanno disteso la ali verso il presente, per abbracciarlo
e portarlo via, in alto, in un cielo bello da commuovere.
Ero in fuga da abulia e angustie ma non
per timore. No, volevo solo ricordarmi di essere sempre più veloce di
loro.










