La zuppa di fagiolini e cotiche è una
delicatezza della cucina contadina che vale la pena di conoscere.
La mangio una volta all'anno, in
occasione di una festa che si tiene sul cremonese. Fosse per me
bisserei anche, ma non sono sicuro di poterlo fare senza mettere a
rischio la mia incolumità. Per il momento ci sono studi in corso.
Per questo 2014 ho già dato sabato, in
una serata novembrina insolitamente mite che un po' strideva con la
filosofia del piatto. Si, perché in realtà nelle scodelle ti
servono una specie di antigelo suino che, in passato (quando non
esistevano lo scaldasonno, i termosifoni di ghisa e il fuoco) serviva
a contrastare i rigori dell'inverno. Funziona a meraviglia. Nel corso
degli anni l'ho scoperto sulla mia pelle. Letteralmente.
L'altra sera, per dire, ho valutato di
attraversare a nuoto il Lambro, visto che sprigionavo un'estate
digestiva che me lo avrebbe permesso. Poi però non l'ho fatto perché
tanto la mia fidanzata è già innamorata e quindi non mi serviva
mettermi in mostra.
Siccome su
Internet si trova la ricetta ho anche pensato che eleggendo la
poderosa pietanza a colazione mattutina si potrebbe evitare di
accendere il riscaldamento. Per sempre. Solo che probabilmente
mi cederebbero le coronarie, quindi non mi sembra una buona soluzione per il mio
benessere.
Comunque sia, a parte le vampate
notturne e una sete inestinguibile, ho dormito abbastanza bene.
L'indomani mattina c'era la mia fidanzata che si lagnava perché “si
sentiva unta”. Le ho fatto notare, non senza una nota di
rimprovero, che lamentarsi è inutile perché la materia grassa è
protettiva e fa bene alla pelle, specie quando sta vicino al camino.
Ho solo suggerito, siccome non sappiamo esattamente di che sostanza
stiamo parlando, di non avvicinarsi troppo alle fiamme. Giusto per
evitare di prendere fuoco. Se mi si frigge una volta poi c'è il
rischio che non voglia più condividere con me queste esperienze
spirituali a base di maiale e rinunciare all'annuale zuppa di cotenna
sarebbe riprovevole e, probabilmente, anche di cattivo auspicio.
Concludo dichiarando ufficialmente che
la frase di Blake (quale? Quella scritta sopra, stolti!) mi rincuora
perché per prendere la zuppa è bastata una scodella e questo vuol
dire che è abbastanza sana.






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