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Elenco blog personale

Elenco blog personale

sabato 7 novembre 2015

Correndo


Il futuro ci tormenta, il passato ci trattiene, ecco perché il presente ci sfugge.
Gustave Flaubert

Per quel che ne so non ho scelto razionalmente di andare a correre. È stata una primavera sbagliata a impormelo, col suo sole dalla chioma bionda che sfidava sfacciatamente il calendario.
Seduto sul marciapiede in calzoncini corti e maglietta, le dita che litigavano con le stringhe delle scarpe, era tangibile il ricordo delle estati passate.
Poi quell'adolescenza bugiarda è scivolata via e le mie gambe, sempre più veloci, mi hanno portato sull'argine.
La luce bassa arrivava da occidente e seminava i campi di rame e oro. Ho respirato bellezza e i miei sensi intorpiditi hanno disteso la ali verso il presente, per abbracciarlo e portarlo via, in alto, in un cielo bello da commuovere.
Ero in fuga da abulia e angustie ma non per timore. No, volevo solo ricordarmi di essere sempre più veloce di loro.


lunedì 26 ottobre 2015

La stagione delle nebbie


Agli amici assenti, agli amori perduti, agli antichi dei, e alla stagione delle nebbie, e che ognuno di noi possa sempre dare al diavolo ciò che gli spetta
Neil Gaiman

Al netto di certi innegabili fastidi, la nebbia ha fascino da vendere. Coprendo a piedi quel breve tratto che mi porta a casa, mi sono trovato altrove rispetto alla realtà.
La cima dei lampioni si allargava a macchiare di luce il sudario della quiete e il rumore dei miei passi sull'asfalto sembrava assorbirsi nel bianco silenzioso.

E più di tutto c'era quel suo profumo antico, sentore indecifrabile di un ieri che non ha tempo. Pian piano le angustie e i malumori si sono allentati e il respiro ha preso a scorrermi dentro in un flusso naturale. Così, avvolto e protetto dalla morbida bruma, ho finalmente ceduto il passo alla pace.

sabato 24 ottobre 2015

Le contraddizioni autunnali


Mi contraddico? Certo che mi contraddico. Sono grande, contengo moltitudini...
W.Whitman

Con le mani aggrappate al volante e il sonno appeso alle palpebre mi sono perso dietro i filari degli alberi portati via dalla nebbia.
Ottobre sta mettendo il suo tocco anche nelle odiose ore del mattino e questo mi aiuta a rimanere concentrato sul presente, perché in questa estetica brumosa trovo la cifra stilistica della stagione che decade.
Ore dopo tornerà l'estate indiana, perché questo mese sa contraddirsi con classe. Come potrei non apprezzare una qualità del genere?

lunedì 29 giugno 2015

Rumore bianco


Solo il presente ci è tolto, dato che solo questo abbiamo.
Marco Aurelio

Normalmente c'è troppo rumore. Abbiamo la testa piena di un finto silenzio di ovatta, che frusciando ci distrae.
Oppure c'è addirittura un'orchestra stonata, un vociare ininterrotto di banalità. Cose di poco conto che ci distolgono da un pensiero più fluido. Anestetizzante per i sensi - i cinque signori che si prendono la briga di servirci - la confusione nella nostra mente ci rallenta. Un vero pesticida per la concentrazione. 
Ma ogni tanto il silenzio - il vero silenzio - c'è.
Personalmente, solo qualche volta trovo quello stato di grazia che mi permette di prestare la giusta attenzione al presente.

Eppure è un peccato sprecare l'attimo per dedicarsi agli altri due impostori. Ma forse basta allenarsi...o magari trovare un trucco.

lunedì 4 maggio 2015

Menzogna e sortilegio


Impara a assaporare in ogni cosa non ciò che essa è, ma le idee e i sogni che provoca.

Fernando Pessoa

In questo maggio nuovo di zecca, prodigo di momenti ben spesi, sono già perdutamente innamorato dell'aroma dei glicini che governa l'aria.
È un profumo antico. Mi invita a cercare con la memoria in vecchie scatole cinesi, cassetti segreti, album pieni di figure fasulle e meravigliose. Gli infiniti trucchi di un gioco di prestigio chiamato realtà.
Nell'ingannevole sortilegio percettivo, l'olfatto nasconde le sue immagini con il velo intrecciato dalle sinestesie. Dietro si intravedono luci e ombre che i pensieri inventano in un morbido trompe-l’oeil dai contorni appena appannati.
Io strabiliante inganno ristagna gli attimi attorno alla sua cornice e io, improvvisamente, capisco a fondo la Sindrome di Stendhal.


mercoledì 8 aprile 2015

L'orizzonte è un'altra cosa


Il tempo non è moneta, ma è quasi tutto il resto.
Ezra Pound

Così ti trovi a pensare al tempo che passa. Tanto per cambiare.
Da qualche giorno hai messo in discussione il solito sistema di riferimento: adesso non immagini più un percorso (o, quando ti senti pop, una serie televisiva, con le sue stagioni), ma una cosa che sale, tipo ascensore. L'immagine è ancora grezza, ma poi si raffinerà.
Per ora c'è questa piattaforma ascendente, il piano di arrivo non è dato saperlo e, a dirla tutta, non è che ci sia fretta. Adesso sei al trentaseiesimo e puoi aspettarti di farne almeno altrettanti. Di sicuro ti ci impegnerai.
Auspici a parte, verticalizzare la visione ha reso le cose più naturali. Quando ciò che stava indietro diventa quello che sta in basso è più facile pensare. Il senso di oppressione che si prova, a volte, per gli anni andati si può giustificare con una specie di vertigine.
Quello stato di ansia, solitamente notturno, diventa attribuibile all'altezza, e dunque al disorientamento che si prova a fissare tutto quello che è rimasto sotto. Si perché giù in basso ci sono pie illusioni, idee balzane e un mucchio di episodi variopinti dai quali non ti stacchi facilmente. Però attento, perché la nostalgia va bene ma, se ti ci leghi troppo a quella zavorra, la soave vertigine diventa rischio di cadere. E allora no, non puoi permettertelo. Bisogna cambiare asse.
L'orizzonte è un'altra cosa. L'orizzonte è ricco di spunti interessanti e prodigo di promesse. Lo puoi guardare da qualunque piano e ti sembra smisurato. Inoltre diventa pressoché infinito man mano che sali.
Certo, ascendi sapendo che non potrai averlo tutto ma sai anche che ti darà modo di scegliere. Se ne avrai il coraggio, almeno.

Come sensazione è bella e può bastare, perché ricorda l'ebrezza del volo, uno dei nostri sogni proibiti. Detto questo, arrivarci come Peter Pan o nei panni dell'Olandese Volante non ha poi tutta questa importanza.

sabato 27 dicembre 2014

La densità del tempo


C'è solo un modo di dimenticare il tempo: impiegarlo.
Charles Baudelaire


In una pausa tra i doveri festivi e manciate di altre imposizioni, mi sono ricordato di avere un blog. Adesso tolgo un po' di polvere e gli faccio prendere aria.
Ecco, magari posso aprire le finestre su quei fiocchi fitti che galleggiano la fuori. Sembrano farfalle di ghiaccio, la giusta dissolvenza in bianco sullo scampolo finale del 2014.
Tra un pugno di notti ci aggiungerò la sfumatura cremisi del vino e poi mi sposterò avanti, facendo appena quel passo che mi serve per rimanere nel presente.

Lo sospettavo già, ma gli ultimi 12 mesi mi hanno confermato che la densità del tempo non ha nulla di omogeneo. Man mano che annaspavo lungo certi giorni, quelli che sembravano non finire più, mi accorgevo dell'inganno e poi trovavo un ritmo nel mio incedere. Quando ho riconquistato la normalità mi sono accorto che la marcia veniva meglio, era più facile mettere un piede davanti all'altro. Non bisogna mai sottovalutare i vantaggi di un buon allenamento, specialmente quando si fa jogging sul perimetro delle nuove esperienze.