C'è solo un modo di dimenticare il
tempo: impiegarlo.
Charles Baudelaire
In una pausa tra i doveri festivi e
manciate di altre imposizioni, mi sono ricordato di avere un blog.
Adesso tolgo un po' di polvere e gli faccio prendere aria.
Ecco, magari posso aprire le finestre
su quei fiocchi fitti che galleggiano la fuori. Sembrano farfalle di
ghiaccio, la giusta dissolvenza in bianco sullo scampolo finale del
2014.
Tra un pugno di notti ci aggiungerò la
sfumatura cremisi del vino e poi mi sposterò avanti, facendo appena
quel passo che mi serve per rimanere nel presente.
Lo sospettavo già, ma gli ultimi 12
mesi mi hanno confermato che la densità del tempo non ha nulla di
omogeneo. Man mano che annaspavo lungo certi giorni, quelli che
sembravano non finire più, mi accorgevo dell'inganno e poi trovavo
un ritmo nel mio incedere. Quando ho riconquistato la normalità mi
sono accorto che la marcia veniva meglio, era più facile mettere un
piede davanti all'altro. Non bisogna mai sottovalutare i vantaggi di
un buon allenamento, specialmente quando si fa jogging sul perimetro
delle nuove esperienze.






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